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Il territorio della Comunità Montana dell'Aniene è ricco di reperti storico archeologici di grande importanza.
Sono ben tre le ville di età romana situate in questi luoghi i cui resti costituiscono un attrazione di sicuro interesse.
- La villa di Orazio a Licenza
- La villa di Nerone a Subiaco
- La villa di Traiano ad Arcinazzzo

La villa di Orazio

Facendo onore al suo nome, che lo voleva grande protettore di artisti e poeti, Mecenate fece costruire nel 33 a.C. presso Licenza la celebre villa diOrazio, il grande poeta dell'età augustea, i cui ruderi sono fra i più conosciuti del Lazio.
La prima identificazione risale alla metà dell'800, e fu accompagnata da polemiche roventi, come sanno ingaggiarle letterati ed eruditi. Venne comunque confermata dagli scavi archeologici del 1911, quando in località Vigne di San Pietro, a 2 Km dalla cittadina, vennero alla luce le prime strutture presso una fonte, nella quale è riconoscibile il celebre "fons Bandusiae" cantato dal poeta in uno dei suoi carmi più belli. Nei suoi soggiorni in villa, era certamente questo l'angolo preferito dal poeta.
La villa può essere suddivisa in tre parti: un grande quadriportico d'ingresso a sud, l'abitazione principale a nord, un complesso termale ad ovest.

La villa di Nerone a SubiacoLa villa agli altipiani di Arcinazzo

La stessa sorte seguì al ben più fastoso complesso che più di ottanta anni dopo Nerone volle realizzare sull'Aniene più a monte, all'aprirsi della stretta gola che conduce la prima parte del cammino del fiume. E' la villa imperiale di Subiaco, della quale purtroppo sono oggi in vista poche testimonianze archeologiche, ubicate a circa 2 Km dal centro di Subiaco, in direzione dei monasteri.
Subito dopo il bivio, infatti, si incontra uno slargo adatto ad una sosta. Sulla sinistra sono chiaramente visibili i resti di un piccolo complesso termale.

Doveva confinare con il complesso neroniano, se non addirittura fondersi ed identificarsi con esso, la grande villa di Traiano, presso gli altipiani di Arcinazzo, a circa 6 Km. dall'abitato..
la datazione della villa e la sua attribuzione a Traiano sono state confermate dalla scoperta di "fistule" di piombo, appartenenti alle condutture del complesso, che recano inciso il nome dell'imperatore e quello del liderto Hebrus, procuratore della villa.
L'esistenza della villa è nota dalla fine del '700.


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