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Dalla preistoria al XX secolo

Sono rare, almeno allo stato attuale delle ricerche, testimonianze di età preistorica: ricordiamo alcuni reperti attribuibili alla tarda età della pietra-prima età del bronzo, rinvenuti presso Cervara di Roma, in località "Le Morre".
Il più antico popolamento della zona è legato alla prima migrazione indo-europea in Italia, avvenuta nel corso del II millennio. Fu allora che i Latini, giunti insieme a Siculi e Falisci, si stabilirono nel Lazio; soltanto in seguito vennero sostituiti in alcune zone da Equi, Ernici e Volsci, tutti appartenenti ai popoli italici.

L'Età romana

Con la creazione della "Tribus Anienis" , il territorio entra a far parte integrante di quello che può essere definito il sistema romano.
Fra le prime iniziative prese dai romanici, nel 300 a.C. la costruzione della via Valeria fino al Fucino, come estensione della Tiburtina nell'alta Valle dell'Aniene fino alla Marsica. Inoltre ben presto si resero conto che la ricchezza idrica della Valle dell'Aniene poteva consentire un ineguagliabile rifornimento di acque. Risale infatti al 272 a.C. l'inizio della costruzione dei quattro acquedotti che per secoli portarono a Roma le acque dell'aniene.

La fase benedettina

Sembra risalga addirittura ai tempi di Nerone la prma introduzione del Cristianesimo nel sublacense.
Nel IV secolo, il patrizio cristiano di Subiaco Narzio lasciò a papa Damaso, suo padre spirituale, i propri territori. La generosa donazione è documentata da un "charta" del 369 che da sempre è considerata l'atto di nascita della città di Subiaco.
La valle fu sede, fin dai primi secoli del cristianesimo, di un fiorente monachesimo di ispirazione orientale, che costituì un elemento di richiamo per Benedetto, quando nel 480 decise di fuggire la vita di Roma, per dedicarsi ad un'esistenza di raccoglimento e di preghiera.

Nei trent'anni circa della sua permanenza a Subiaco, Benedetto fondò nella valle ben tredici monasteri, dei quali solo uno è agiunto fino a noi, quelo di Santa Scolastica.

L'Incastellamento

Tra il X e l'XI secolo si completò un fenomeno nuovo per la configurazione demografica del territorio, definito dell'incastellamento; ossia l'abbandono delle località in zone pianeggianti in favore dei nuovi e più difesi centri di cocuzzolo, con un notevole cambiamento anche nelle attività produttive, la pastorizia sostituì l'agricoltura.

L'aristocrazia Romana

Con la fine del XII secolo entrano in scena gli Orsini, che insieme ai Colonna, erano i più potenti esponenti dell'aristocrazia romana. Numerosi "castra" vennero dati loro in pegno dai papi, oberati dalla crisi finanziaria, cosicchè nel corso del XIII secolo acquisirono rispettivamente la giurisdizione della valle del licenza gli uni e di Olevano Romano gli altri. Notevoli tracce del loro dominio rimangono nei castelli di Vicovaro, di Cineto Romano, nel palazzo baronale e nel ninfeo di Licenza e nelle rovine del castello del lago, in posiszione strategica nei pressi dei laghustelli di Percile.
Avvenimento di rilievo in questo periodo fu il soggiorno di San Francesco nel 1223 a Subiaco, del quale la stessa Subiaco e Bellegra conservano numerosi ricordi.

Il XX secolo

L'evento del XX secolo che ha lasciato maggiormente il segno nel territorio della X Comunità montana è stato indubbiamente la 2° guerra mondiale, che con i numerosi bombardamenti ha provocato gravi danni non solo agli edifici abbaziali, ma anche ai molti centri abitati.
Da ricordare l'eccidio dei 15 civili innocenti avvenuto, per rappresaglia, il 26 maggio del 1944 a Madonna della Pace nel comune di Agosta.


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